giovedì 13 marzo 2008

Gli sviluppi della fisica quantistica sono sconcertanti

Brano scritto da James Higgo e successivamente tradotto

“Gli altri muoiono; ma io non sono un altro; dunque io non morirò”
(Vladimir Nabokov)



Prima di tutto, un’avvertenza per i neofiti dell’argomento: Niels Bohr, il fondatore della moderna teoria quantica, disse una volta: “Chiunque non rimanga sconvolto dalla teoria quantica, non l’ha capita”. E non conosceva ancora la Teoria dei Molti Mondi (TMM). Gli elementi di Meccanica Quantistica (MQ) presentati qui sono piuttosto noti, benché appaiano ancora folli agli studiosi, i quali non possono far altro che accettarli. La scelta che ho compiuto è stata quella di adottare la TMM di Everett (1957) che è solo una di una mezza dozzina di interpretazioni concorrenti della MQ. Secondo diversi sondaggi, la TMM e l’originale “Interpretazione di Copenaghen” del 1927 godono di quasi identica popolarità tra gli studiosi, ma si dice che molti “grandi nomi” (Hawking, Feynman, Deutsch, Weinberg) abbiano ormai optato per la TMM (Price, 1995).

La stranezza della fisica quantistica può essere esemplificata dal famoso esperimento della “divisione parallela”. Esso rivela che i singoli fotoni sembrano dividersi in due particelle, le quali nonostante ciò riescono a interagire l’una con l’altra come se fossero onde. L’”Interpretazione di Copenaghen” di questi fenomeni e le equazioni che li descrivono, accettate nel 1927 alla Conferenza di Solvay, affermano essenzialmente che il “pacchetto d’onda” associato a una particella collassa nel momento in cui viene osservato. Il che implica l’esistenza di una relazione tra la coscienza dell’osservatore e la particella. La TMM, d’altro canto, afferma che le equazioni utilizzate per predire gli eventi di meccanica quantistica restano valide anche dopo l’osservazione: il punto è che sebbene le cose accadano simultaneamente, a causa della “decoerenza” noi non riusciamo a vedere, per esempio, una fonte radioattiva che decade e non decade allo stesso tempo. Per una spiegazione di come ciò implichi l’esistenza di universi paralleli, vedi Vaidman (1996).



Esiste un modo di provare che la TMM è esatta, mentre l’Interpretazione di Copenaghen e tutte le altre sono sbagliate. Sfortunatamente lo sperimentatore potrà provarlo solo a se stesso e non riuscirà mai a convincere nessun altro della sua validità.

L’esperimento di “Suicidio Quantico” di Tegmark

Tegmark (1997) descrive un “esperimento di suicidio quantico” in questo modo (ho semplificato il testo ed eliminato le dimostrazioni matematiche):

Lo strumento è una “pistola quantica” che ogni volta che si preme il grilletto misura lo z-spin di una particella [le particelle possono avere spin “su” o spin “giù”, secondo una sequenza apparentemente casuale]. Essa è collegata a una mitragliatrice che spara un singolo proiettile se il risultato è “giù”, mentre produce un semplice “click” se il risultato è “su”... La sperimentatrice, per prima cosa, pone un sacchetto di sabbia davanti alla mitragliatrice e dice al suo assistente di premere il grilletto dieci volte. Tutte [le interpretazioni di MQ] prevedono che ella sentirà una sequenza apparentemente casuale di spari e scatti a vuoto, qualcosa tipo "bang-click-bang-bang-bang-click-click-bang-click-click". Dopodiché ella dice al suo assistente di premere il grilletto altre dieci volte, ma stavolta mette la propria testa davanti alla canna della mitragliatrice. Questa volta [nelle interpretazioni di MQ diverse dalla TMM] il “taci e calcola” non avrà alcun significato per un osservatore deceduto... e le due interpretazioni produrranno previsioni differenti. Nelle interpretazioni che teorizzano un esplicito collasso non-unitario, la ricercatrice sarà viva o morta dopo la prima attivazione del grilletto, perciò potrà aspettarsi di sentire forse un click o due (se è moderatamente fortunata), poi “game over”, più niente del tutto. D’altro canto, nella TMM, la [...] previsione è che [la sperimentatrice] sentirà un “click” con il 100% di probabilità. Quando l’assistente avrà concluso il suo poco invidiabile compito, la ricercatrice avrà udito dieci “click” e potrà concludere che le interpretazioni di MQ fondate sull’ipotesi del “collasso” [tutte, tranne la TMM] possono essere scartate con un livello di probabilità del 1-0.5ⁿ ˜ 99.9%. Se vuole portare le probabilità di esclusione a “dieci sigma” non deve far altro che incrementare n ripetendo più volte l’esperimento. Occasionalmente, per verificare che l’apparato sia funzionante, può spostare la testa dalla mitragliatrice e all’improvviso la sentirà sparare a intermittenza. Da notare, comunque, che [in quasi tutte le prove] l’assistente avrà la percezione di aver ucciso il suo capo.

Questo significa che in molti universi ci sarà una ricercatrice in meno, ma la ricercatrice non avrà esperienza della morte.

La Teoria Quantica dell’Immortalità (TQI) è stata elaborata riformulando l’esperimento di “Suicidio Quantico” in modo tale che la “pistola quantica” sia focalizzata sullo spin di uno ione di calcio presente all’interno del cervello, secondo il metodo di Stapp.

Le “Teorie Quantiche della Mente” di Stapp

Stapp non accetta la TMM, ma preferisce l’Interpretazione di Copenaghen per motivi – di natura essenzialmente filosofica – esposti in Stapp (Aprile, 1996) e (21 luglio 1998). Ciò non incide sulle utili analisi che egli compie riguardo gli effetti quantici all’interno delle sinapsi.

Stapp evidenzia che gli effetti quantici hanno una grande influenza sul modo di operare del cervello. In effetti, essi devono rivestire un ruolo fondamentale sulle funzioni cerebrali, consentendo forse al cervello di funzionare come un “computer quantico”, sfruttando algoritmi di ricerca simili a quelli proposti da Grover (1997).

La dimostrazione di Stapp della presenza di effetti quantici all’interno del cervello (aprile 1996) è la seguente:

a) Uno ione di calcio che entra in un microcanale di diametro x, deve avere, per il principio d’indeterminazione di Heisenberg, uno spread inerziale di hbar/x, dunque uno spread di velocità di (hbar/x)/m, dunque uno spread spaziale nel tempo t – se la particella può muoversi liberamente – di t(hbar/x)/m. Assumendo t pari a 200 microsecondi, cioè il tempo normalmente impiegato da uno ione per diffondersi dall’apertura del microcanale alla zona in cui ha luogo la liberazione di una vescicola di neurotrasmettitore, assumendo x pari a un nanometro e includendo un fattore di 10 -5 di rallentamento della diffusione, si ottiene un diametro della funzione d’onda pari a circa 40 volte 10-8 centimetri, che è comparabile con la dimensione dello stesso ione di calcio.

In altre parole, è alquanto probabile che in alcuni universi il neurotrasmettitore attiverà il suo bersaglio, mentre in altri non lo farà, semplicemente a causa del “principio di indeterminazione di Heisenberg”.

Ciò è importante quando si cerca di capire in che modo il cervello possa agire come “computer quantico”, ed è molto interessante se integriamo queste idee con l’esperimento di Tegmark.

Tegmark e Stapp

Consideriamo uno ione di calcio che abbia il 50% di probabilità, secondo le equazioni di Schrödinger, di attivare il suo bersaglio recettore. Immaginiamo che quel recettore possa fare la differenza tra due possibili condizioni mentali: una corrispondente alla decisione di un motociclista di sorpassare un auto su una curva pericolosa, l’altra corrispondente alla decisione opposta. Immaginiamo che la manovra di sorpasso si rivelerebbe mortale.

Il motociclista è lo sperimentatore nel “suicidio quantico” di Tegmark. Secondo le previsioni della TMM, il motociclista percepirà di aver fatto la scelta corrispondente al rimanere in vita nel 100% dei casi. Eppure nel 50% degli universi gli spettatori assisteranno ad un disastroso incidente.

La Teoria dell’Immortalità Quantica qui esposta afferma che tutte le decisioni di vita o di morte corrispondono alle medesime equazioni di meccanica quantistica. In tutte le decisioni di vita o di morte, lo “sperimentatore” scoprirà di aver scelto la vita.

Ulteriori implicazioni

Deutsch (1997) afferma che dalla TMM consegue che ogni cosa possibile esiste, da qualche parte del multiverso. Se questo è vero, possiamo dire che esistono molti universi (ma pur sempre una frazione infinitesimale del multiverso) in cui tu, caro lettore, hai qualche miliardo di anni. Se ne può dedurre che la coscienza dello “sperimentatore” finisce sempre e inevitabilmente in uno di questi universi? Se è così, noi siamo immortali. Almeno dal nostro punto di vista.

Problemi con la Teoria Quantica dell’Immortalità

La TQI si fonda su alcune premesse controverse: lo sviluppo offerto da Deutsch dell’”ipotesi dei molti mondi” post-Everett; l’esperimento del “suicidio quantico” di Tegmark; il lavoro di Stapp sugli effetti quantici nel cervello e, in particolare, l’idea che il caso specifico della “pistola quantica” possa essere esteso a qualsiasi scenario di vita o di morte.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Impazzisco nel pensare che già abbiano potuto utilizzare la pistola quantica verso qualcuno...

karl

Anonimo ha detto...

Waaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
Ehm...ok...mi riprendo un'attimo...quindi,se ho capito,ogni volta che vi è un'evento in cui ci sia una certa "incertezza" sulle condizioni di vita/morte si "apre" un "universo parallelo" in cui o si è vivi o morti,ma dal punto di vista del "malcapitato" sempre vivi...quindi dice,se si conserva la coscienza,l'unico modo per cambiare universo sarebbe morire...e non ce ne accorgeremmo!!??....quindi praticamente è sempre lo stesso universo...ma poi sti multiversi ci sono già o si "creano" ad ogni evento,e solo agli eventi di vita/morte umana,perchè l'umano ha una coscenza,o anche se io colgo un fiore,invece di fotografarlo?Se così fosse la crescita dei multiversi sarebbe bella esponenziale,con il rischio che sti universi si incastrino tra di loro riempiendo l'infinito...perchè,dice,che due rette parallele si incontrano!

Maledetto Karl ma che sei andato a tirar fuori!XD

Anonimo ha detto...

Non ho capito la parte delle due rette parallele...

Comunque, spero vivamente a dei chiarimenti...Manca un pezzo caccone. Il pezzo mancante è l'interfase della coscienza, che è situata tra individuo e collettivo. Quando un elettrone cambia orbitale, quell'energia lì, è paragonabile al passaggio mentale in cui la coscienza incubata nella tua testa deve essere esposta all'esterno. Quindi tu, quando cammini, vedi la terra piatta, ma solo concettualmente sai che è rotonda. Lo è, ma prova a pensare lo stesso di chi si è dovuto immaginarla attraverso il metodo scientifico che la terra era così. La parte cerebrale che l'ha immaginata ha dovuto compiere un processo di fuoriuscita forte fuori dal comune che non si trova in ogni testa, con uno stipendio di energia notevole da parte di chi l'ha "partorita", paragonabile all'energia che un elettrone usa per cambiare orbitale...parlo di energia...Ora, prova a pensare un orbitale come una dimensione. Lo stesso elettrone è in una dimensione diversa, ma la dimensione o l'universo non si sono creati al passaggio dell'elettrone, c'erano ma latenti, e l'elettrone è nonostante tutto legato a quella parte dell'atomo che lo caratterizza. Come se ci fossero tanti te in giro per l'universo, e se tu riesci a mantenerti in questa interfase chiamata Reame Immaginario, se muori qui, l'elettrone, che è la tua testa, che pensa di vivere, cambierà dimensione o orbitale e continuerà a girare, oppure, per la similitudine, tu continuerai a vivere senza accorgerti che in un'altra dimensione sei morto, avendo infinite possibilità di sopravvivere e così per ogni cosa...L'universo parallelo non si apre, sono tutti collegati in questo Reame immaginario dove, oltre che a sognare, immaginare, pensare, quando la tua mente si trova lì (e noi ci siamo spessissime volte al giorno se vogliamo, per es. il motociclista che crede di farcela ed è convinto al 100% di farcela, di vivere, è in quel "reame") e non ha più un corpo, arriva all'universo dove c'è lui che sorpassa senza farsi nulla, tornando magari in un altro corpo, in un altro mondo, magari nemmeno in sella ad una moto, ma con la convinzione di avercela fatta, di essere vivo e continuare a pensare in maniera nuova, ma essendo sempre lui (o la sua mente, cosa che si può spiegare anche quando una persona cambia, ma questo è un'altro discorso).

Per concludere, il teletrasporto potrebbe trovarsi in questo reame immaginario con il controllo di almeno di un'altro universo parallelo, dove verrebbe collocato uno stargate...XDDDDDD

oddio, stò morendo dalle risate...aiuto, fermatemi, non riesco a smettere....la storia dello stargate l'ho inventata, ma ci stava bene...e forse un fondo di verità in realtà c'è, cioè creare un congegno capace di entrare in questo reame puramente mentale, o chissà cosa, forse entrare nella coscienza di dio....

Vabbè ho rovinato il finale, però credo che sia tutto abbastanza sconcertante...

Parola di karl

rendiamo grazie alla quantica

Anonimo ha detto...

La storia delle rette era solo la cazzata finale!Era per dire un "infinito finito"...O_O

Aspè...dimmi se ho capito cosa vuoi dire:nell'esempio:l'elettrone è come la coscienza?ma l'elettrone è diciamo "solido",cioè lo spostamento è "fisico",da una orbitale all'altro...certo altri infiniti noi stessi esistono nel "mondo dei se",ma non sò quanto questo possa essere tangibile,e come la coscienza possa espandersi su tutti...altrimenti che è?in uno ha la coscienza e negli altri no?
Comunque ho letto un libro in cui "fantasticava" di viaggi a bordo di astronavi che grazie ai sogni,inconscio,energia mentale(non sò più come chiamarla...)dei trasportati,compieva una sorta di teletrasporto,attraversando una "dimensione dei sogni".Ah...il tutto guidata da dei tizzi che sapevano come muoversi in questa landa di sogni e incubi...Basta vai...sarà meglio andare a farci un viaggio(dormire)...

Anonimo ha detto...

hai la certezza che la coscienza non è fisica?
Se in questi libri che hai letto, essa è energia di spostamento, è per forza fisica perchè è energia, l'elettrone ha carica negativa nel sistema delle energie...le scale che inquadrano la fisicità sono come quelle della scala dei colori con raggi gamma, x, e uva, ma esse continuano, solo che noi non le vediamo...So per certo, ed è anche copernico a sostenerlo, che tutto può essere messo in dubbio, perchè pensiamo, e come tali siamo, ma appunto perchè siamo, esistiamo...e cosa ci fa esistere, se non la coscienza di esistere? La certezza che siamo? So anche che io vivo, perchè ho dei bisogni, delle scale di priorità, delle caratteristiche, che formano la mia coscienza, e io non sono altro che la coscienza di ciò che sono, quindi essa è, essa è fisica. E' più sicura l'esistenza della mia coscienza che della realtà fuori...


Poi non capisco perchè la coscienza deve espandersi su tutti...ognuno ha la sua coscienza, ma chi ha la possibilità di viaggiare nel reame immaginario è quella che sviluppa energia data dalla forza di volontà, dalla voglia, per esempio, di non morire al 100%.
La tua coscienza è un universo a sè che trova collocazione in un determinato spazio tra altri universi e ha la possibilità di trovare possibili coincidenze o sembianze in altri universi, caratteristiche simili, quindi non è nemmeno detto che sia vero che abbiamo una composizione della coscienza pura, ma prodotto degli infiniti universi...in astronomia si dice che gli universi siano distanti tra loro e questa distanza è il vuoto totale.
Poi però non so più come collegare il discorso, perchè non ho capito molto la tua perplessità...

Anonimo ha detto...

Come fisicità intendevo la massa...

Bhè...se tutti i miei stessi hanno coscienze diverse,non sono me stessi,quindi la mia coscenza in questi "viaggi tra universi" dovrebbe soppiantarne un'altra...è per questo che dicevo una coscienza che si espande,perchè se tutti i me hanno la stessa coscienza,questa è unica.

Anonimo ha detto...

Si...non posso che darti ragione, ma quello che volevo dire io era una descrizione della Meccanica Quantica, ovvero un'equazione matematica che, non so come, dia della fisicità alla coscienza.
Perchè un solo ione che attivi un ricettore può cambiare questa fase della coscienza...come se la coscienza sia assoggettata agli impulsi chimici, ma sei te a controllarla, questa chimica, quando decidi di vivere o morire, ovvero far ricevere lo ione della teoria quantistica dal ricettore che vuoi te che ti faccia sopravvivere perchè il passaggio dello ione apre la porta del reame immaginario, che sarebbe questa porta per l'infinito, ovvero ciò che temeva la fisica quantica.

Il problema ora sta nel dire se nelle altre dimensioni di infiniti universi esista o no la stessa coscienza che tu hai...
Può essere plausibile, visto che ogni atomo di un elemento come l'idrogeno ha sempre e comunque allo stato elementare 1 e 1 solo di elettrone...poi però decide anche di donarlo, ionicamente.
Rimarrà un atomo di idrogeno anche senza il suo elettrone.


Il problema di soppiantare altre coscienze non c'è, perchè la coscienza non è tua, è dei tuoi genitori, dei tuoi amici della gente del tuo palazzo, di via aretina come di via marsala o di pelago, ma forse non indiana, ma bensì marocchina. Quindi forse ho sbagliato nel chiamarla coscienza...ci può essere un me in altre infinite parti, ma penso realisticamente diversi.

Quello che fa paura a me è che questa roba mi faccia vedere le cose realmente, la mia camera, i miei genitori, i miei amici, adour, ma che in realtà parti di loro abbiano dentro il passato e nel presente non hanno quasi niente di ciò che avevano prima, se non il ricordo, quindi siano solo materiale ma spiritualmente, con coscienza diversa, come se la crescita, il processo evolutivo, sia un destino che puoi cambiare nelle parti che vuoi ma che "ha lo stesso atomo di base"...ciò mi agghiaccia inverosimilmente...

Anonimo ha detto...

mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

Fossino Da Florentia ha detto...

Scusate se io che sono ignorante mi intrometto... Ma i 100 palestinesi e gli 8 israeliani dell'articolo precedente le sanno queste cose? Vuol dire che in altri universi paralleli per ognuno di loro si sono create esponenzialmente altre innumerevoli realtà? Bò... Io son na sega... Io cerco di vendere il pesce... Adesso si vende anche il Sushi... Approposito... Naturalmente il concetto di TMM esiste anche per gli animali e le piante o vale solo per gli esseri coscienti di esistere?

Anonimo ha detto...

penso per tutto, tanto c'è spazio nell'universo e negli infiniti universi e multiversi, comprese le dimensioni, no?

Poi ognuno di noi, nell'anima, o nella coscienza, insomma nella parte astratta che forma i pensieri, quindi, credo, un universo a sè, comprende anche un fiore vissuto nella tua epoca, e la tua coscienza la accumula, anche se tu non ne sai niente della sua esistenza, ma più di tutto, la coscienza è formata da ciò che vivi. Per questo è importante che vivi l'episodio dei palestinesi e degli israeliani, per formare in una maniera la tua coscienza che alla fine dei tuoi giorni sarà forse l'unico bagaglio che ti porterai con te. Il resto è semi-latente, ma corrisponde all'anima di dio di quale noi facciamo parte...

Ora, la coscienza di esistere non sappiamo se esiste anche negli alberi, ma c'è un prof ad agraria che sostiene di si...boo...il mio cane so che ha la coscienza di esistere...lo so...ma un organismo come una pianta non so...gli indiani d'america dicevano di si. Salem è il numero degli alberi :))))

Ma il ruolo fondamentale è svolto da noi che abbiamo la coscienza di esistere, anche qui chi più chi meno, che dobbiamo sviluppare questo potere cerebrale della vita e della sua importanza, perchè è nascosta da qualche parte la risposta alle nostre domande che ci facciamo da quando siamo nati (soggettivamente) o (collettivamente), forse dentro di noi forse fuori.
Questa è la lotta dell'uomo a dare una spiegazione di dio, o a negarlo, se possibile...infatti la filosofia è la materia che unisce religione con scienza, per porre delle morali o dei concetti, che vengono sia dalla scienza sia dalla religione.

No, loro forse non la sapevano questa cosa, o forse si, ma hanno altri problemi da affrontare, ora, invece di pensare. Per esempio mangiare...