sabato 12 luglio 2008

La pena delle cose belle


Chissà se le cose belle, oltre a essere tali, restano le stesse quando diventano brutte...alle volte capita di sentire canzoni che ti piacciono e poi non ti piacciono più e a un tratto un pensiero malinconico ti trasforma nel ritmo di quella canzone riecheggiandola nella tua testa. Certo che restano tali, ma l'essenza cambia nel momento e non nel tempo. L'arte esprime le prove di ciò che uno sente, e alla fine capisci di provare le stesse cose, anche se sono passate o nuove. Forse evolute e se non sono evolute capisci che devi avere qualcuno con cui dividerle, altrimenti non capisci se sei sempre lo stesso o cambi e resti lo stesso, ma le cose sono rimaste le stesse senza capirle. Quindi nasce la bellezza, che quando la senti sboccia un fiore, bello. Un sorriso, il vento, la donna. Echeggia l'urlo liberatorio di chi trova un tesoro, come quando viaggi e scopri la vita che si svolge così differente dalla tua, ma in realtà così simile, che esplode in piacere dentro al petto. Come quando ti innamori, che perdi te stesso e trovi tutto il resto, per poi ritrovare te stesso assoggettato a qualche altra forma di malattia della mente.
Già, ma poi? Hai goduto di ciò che provavi e dopo il piacere svanisce, e tutto torna sotto lo stesso occhio di cristallo che filtra ogni cosa come peggiore, o insignificante e il tuo umore cessa di vagare nelle terre della bellezza, dei piaceri e delle emozioni forti. Torna tutto uguale, sotto lo stesso sole che illumina di giallo tutto. E il particolare svanisce, resta il ricordo di ciò che hai provato, quindi ne vive di malinconia, che ti fa vivere solo affogato dai pensieri e che con il coraggio di affrontare un nuovo giorno, ti fa vivere la speranza di ritrovare quelle sensazioni, forse nuove, forse le stesse, forse migliori o no, solo per la quale vale la pena di vivere.

Nessun commento: