giovedì 21 febbraio 2008

Into the wildDiretto da Sean Penn e basato su una storia vera, quella di Christopher McCandless, questo film che ho avuto il piacere di vedere ieri sera è dannatamente bello, se non quasi un capolavoro.

Tutto quello che ho per la testa si è materializzato su quella pellicola. In breve, la storia è quella di un ragazzo benestante che una volta laureatosi abbandona la civiltà, perchè secondo lui è quella che ci ha rovinati. E allora dona tutti i suoi soldi e zaino in spalla, senza dire niente alla famiglia, farà un grandioso viaggio nella natura dell'America Occidentale, evitando come la peste le città, tanto che quando ne capiterà in una, si sentirà a disagio e con la voglia di allontanarsi il più presto possibile.

E sul suo cammino verso l'Alaska incontrerà varie persone che gli doneranno qualcosa di spirituale, come farà lui stesso per loro. E quando non ci sono queste persone, c'è solo lui e la natura, tanto che di fronte ad alcuni spettacoli non può fare a meno di commuoversi. Corre coi cavalli selvaggi, fa rafting nelle rapide, si trova a contatto con lupi e orsi, saluta gufi e resta in tranquillità con i cervi.

Anzi, nel suo diario personale, scriverà che la tragedia più grande della sua vita è quella di aver ucciso un alce e non essere riuscito a conservarne la carne, attaccata dalle larve. Lo spreco di una vita che in pochi capirebbero.

La sua fuga dalla civiltà dura due anni ed è divisa in più capitoli, narrati dalla sorella la quale, conoscendo la crisi familiare, sa benissimo perchè il fratello se ne è andato. Il film è in flashback, tranne le scene in Alaska, sul Magic Bus, l'ultima dimora di Alexander Supertramp....: Christopher McCandless.

Il film dura più di due ore ed ha un ritmo molto lento e riflessivo, infatti la maggior parte dei (pochi) spettatori, tutti dirottati da sale piene in cui trasmettevano film con Raul Bova, si annoiava. Non io, che più di tutti mi sentivo dannatamente coinvolto e non solo per i motivi apparenti. Un film che non consiglio a tutti, ma solo a chi è in possesso di una particolare anima selvaggia...

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Eh sì Kahr... Non ci credera' ma anch'io ho in programma di risalire in Alaska... per andare nel KATMAI, per la precisione!!!

karl ha detto...

sono un po´stordito perche´ mi sono appena svegliato. cosa e´il katmai?

karl ha detto...

Si, ok, ora lo so.
Il parco nazionale...
Bello! Quando ci vai?






Posso venire anch'io?

Anonimo ha detto...

Peccato,che come al solito,ha un doppio significato...ovviamente computerologo...-_-

Fossino Da Florentia ha detto...

Sinceramente credo che il mondo giri per un verso che un film del genere sembra bello perchè è un film, anche se sicuramente sarà tratto da una storia vera... Ma non credo proprio che la soluzione per stare in pace con se stessi e in equilibrio con la natura sia vivere in un bosco e fare rafting tra i pellicani... Sono convinto che questo sia solo un modo per sfuggire dal tempo presente e dalle difficoltà che ne conseguono...
Sono convinto che i veri eroi siano invece quelli che, allontanandosi dalla famiglia, zaino in spalla, tanta volontà, hanno deciso di sacrificare la loro vita per un ideale moralmente naturale...
Salvare le balene, l'Africa, curare il cancro, praticare la non violenza, cercare di trasmettere ad altre persone ciò che è buono e giusto, accudire i cani abbandonati, etc.etc.etc.

Anonimo ha detto...

Karl, anche se, come ha detto T8, c'è dietro una storia "computerosa", ciò non toglie che io non ci voglia andare veramente! La risposta alla sua domanda è quindi: quando avremo da parte abbastanza ca$h.....................

Dailylecc ha detto...

volevo andare a vederlo anche io ...mi hanno detto che è un bel film...poi però per compromessi con la donna siamo andati a vedere un altro film....
mi riservo il diritto di non dire quale film per vergogna...

karl ha detto...

cash cash sempre cash!

Lui ci è arrivato senza un buco di quattrino, solo forza di volontà...
E' splendido ciò che lui ha fatto, e il film riesce a esprimere tutto in maniera eccelsa. Bravo Sean.
Tutto quanto tratto dalle testimonianze di chi lo ha incontrato, e dal diario che egli stesso ha creato e che è stato trovato dopo...
Ma che cosa è il katmai?

x lecc
bravo lecc, sacrificati in nome della potta.

x fox
Lui ha fatto molto di più che curare cancri o salvare balene, ha portato amore, allo stato puro, senza chiedere niente, dando se stesso alla forma più semplice e naturale possibile, caratteristica ben rara se non unica in una generazione.

Guardare il film per credere


P.S. invito formalmente tutti a prendere atto di un viaggio in alaska, che non è poco...

Anonimo ha detto...

Dice che in alaska le donne sono tutte disponibili.
Perchè ai loro omini gli si ghiaccia il pisello Argargarg

Dailylecc ha detto...

probabile un mio atterraggio in Alaska questa estate...anche se penso che ci starò pochi giorni...sarò solo di passaggio..

karl ha detto...

mmm...allora non vale